Cenare fuori insieme agli amici o al partner è per la maggior parte delle persone un momento di allegria e relax. Per le persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo può essere un incubo.
Si comincia dal parcheggio: chi è ossessivo-compulsivo penserà qualcosa di simile a "la macchina va parcheggiata a debita distanza dalle altre due, in modo che quando gli sportelli delle altre macchine vengono aperti non tocchino la mia"; poi, dopo aver parcheggiato, si torna indietro più volte per controllare di aver chiuso la macchina. Poi si entra nel locale; lì, si potrebbe pensare, comincia la parte più rilassante. Invece no. Le ossessioni più frequenti sono pensieri ripetitivi di contaminazione, per esempio quello di essere contaminati quando si stringe la mano di qualcuno o si tocca qualcosa. Al ristorante ogni oggetto, ogni pietanza è passata dalle mani di qualcun altro. L'ossessivo-compulsivo pulisce con il tovagliolo il contenitore del sale e del pepe, controlla se le posate e i bicchieri sono puliti, potrebbe arrivare a chiedere la provenienza degli ingredienti con cui sono fatte le pietanze per verificare di non mangiare cibo contaminato da agenti chimici o da altre sostanze nocive. Una fatica terribile... Così viene descritta sulle pagine del New York Times una possibile serata di una persona che è affetta da disturbo ossessivo-compulsivo.
Le caratteristiche essenziali di questo disturbo, come indicato dal DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), sono "ossessioni o compulsioni ricorrenti, sufficientemente gravi da far impiegare tempo (più di un'ora al giorno) o da causare disagio marcato o menomazione significativa".
"L'aspetto peggiore è che spesso i camerieri o le altre persone reagiscono molto male alle mie domande o ai miei atteggiamenti", ha dichiarato una delle donne intervistate, che ha raccontato la sua storia e le sue difficoltà quotidiane nel relazionarsi agli altri.
Bell J. When anxiety is at the table. The New York Times, 6 Febbraio 2008.
Fonte:
http://it.health.yahoo.net